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Le sigarette “light”? Dannose come le altre
Anzi, sarebbero ancor più pericolose. Lo denuncia un rapporto del National Cancer Institute americano.
Optare per le sigarette “light” limita i danni da fumo? Assolutamente no. Anzi, da quando sono entrate in commercio le “bionde” in versione leggera, le malattie correlate al fumo sarebbero addirittura in aumento. L’allarme arriva da un rapporto ufficiale del governo degli Stati Uniti, pubblicato a cura del National Cancer Institute. «I fumatori sono stati ingannati. Non ci sono sigarette sicure. L’unico modo per ridurre i rischi legati al fumo è smettere, o meglio ancora non cominciare per niente», sentenzia David M. Burns, docente di medicina interna alla University of California di San Diego, nonché responsabile della pubblicazione del rapporto in questione.

Sono definite sigarette light quelle che contengono meno nicotina e meno “condensato”, termine che include tutte le sostanze chimiche (e tossiche) prodotte dalla combustione della sigaretta. Quando negli anni ’60 sono apparse sul mercato, gli esperti americani si aspettavano che limitassero i danni alla salute di coloro che le fumano perché non riescono a smettere il vizio. Ma i dati epidemiologici sembrano dimostrare esattamente il contrario. Infatti, la relazione sottolinea chiaramente che i fumatori che hanno optato per le versioni “light” o “ultra light” non hanno avuto nessun vantaggio (in termini di salute) rispetto a coloro che hanno fumato le sigarette normali. E addirittura, alcuni dati preliminari suggeriscono che la diffusione delle sigarette light potrebbe aver contribuito a incrementare le malattie legate al fumo. «Tra la popolazione femminile, le morti per cancro al polmone erano 44 ogni 100 mila a metà degli anni ’60, mentre sono salite a 119 per 100 mila a metà degli anni ’80. Un trend analogo è stato registrato anche per gli uomini», si legge nel rapporto degli esperti americani. «E l’incremento corrisponde all’alluvione di sigarette light sul mercato».

“Colpevole” di tutto ciò potrebbe essere il modo di fumare: perché, spiegano gli esperti, chi è fumo-dipendente ha bisogno di una determinata dose di nicotina, e quindi tende ad aspirare con maggiore intensità le sigarette che ne contengono un quantitativo inferiore: «Proprio queste inalazioni profonde potrebbero aumentare il rischio di cancro nella zona centrale del polmone, dove conlfuiscono i bronchi», spiega Burns. «In altre parole, i dati dimostrano che i fumatori cambiano il modo di fumare in base a ciò che fumano, e questo aumenta i rischi per la salute».

29/11/2001
Fonte: salute italia

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