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Future mamme, attenzione al freddo

Future mamme attente al freddo. Il rischio di preeclampsia (patologia caratteristica della seconda parte della gravidanza) è aumentato nei mesi invernali, rispetto ai mesi estivi.

Se ne sono accorti i medici del Ullevål University Hospital di Oslo (Norvegia) dopo aver esaminato la storia stagionale della comparsa di preeclampsia in circa due milioni di nascite avvenute in Norvegia, tra il 1967 e il 1998.

La preeclampsia è una sindrome pericolosa per la salute della mamma in attesa, che insorge in genere nella seconda metà della gravidanza, ma può manifestarsi anche precocemente prima della ventesima settimana di gestazione.
Si manifesta clinicamente con ipertensione, proteinuria (cioè presenza di proteine nelle urine) e edema diffuso. A livello renale si formano lesioni anatomopatologiche caratteristiche che sono presenti in parte già prima della comparsa dei sintomi clinici.
Nei casi più gravi si hanno turbe della coagulazione sanguigna (la coagulazione intravasale disseminata) con i piccoli vasi sanguigni trombizzati e danni a vari organi e tessuti.

Questa sindrome che può diventare molto grave, per fortuna si autolimita: con il parto e la completa espulsione della placenta la situazione si risolve e lentamente la salute della donna torna normale.

I medici norvegesi nel lavoro pubblicato sull’ultimo numero del British Journal of Obstetrics and Gynaecology hanno preso in esame la frequenza della comparsa della preeclampsia durante le diverse stagioni, nelle donne norvegesi che avevano partorito tra il 1967 e il 1998.

Le donne i cui bambini erano nati nei mesi estivi avevano avuto minor incidenza di preeclampsia rispetto alle donne che avevano partorito nei mesi invernali.
In particolare il mese migliore, con minor rischio di manifestare i sintomi della preeclampsia è risultato l’agosto, mentre il mese peggiore era il dicembre.

Le cause di questo aumentato rischio di ammalarsi per le donne che partoriranno nei mesi freddi non sono note, così come non sono del tutto chiare le cause alla base delle modificazioni patologiche che portano alla malattia.

Un’ipotesi proposta dai ricercatori è che nei mesi primaverili (quindi all’inizio delle gravidanze che giungeranno a termine nell’inverno dopo) ci sia “qualcosa” (nell’ambiente, nella dieta ) che possa essere importante per la genesi della preeclampsia, che si manifesterà poi clinicamente a fine gravidanza, intorno a dicembre.

Un’altra teoria attribuisce al freddo, caratteristico della stagione invernale, un ruolo importante nel provocare la vasocostrizione dei vasi sanguigni, che è una delle lesioni iniziali caratteristiche di questa sindrome.

Nell’attesa che la scienza trovi una vera spiegazione a quanto osservato dai ricercatori norvegesi, alle mamme in attesa non resta che fare tesoro di quanto letto e coprirsi bene contro il freddo.

27/11/2001
Fonte: kwsalute

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