Nonostante si parli
molto di più dell'AIDS, la malattia che al momento causa più morti in Africa resta
ancora la malaria. Purtroppo le cure usate finora stanno diventando sempre più
inefficienti, ma una nuova speranza viene da un farmaco sperimentato da Theonest
Mutabingwa e i suoi colleghi del National Institute for Medical Research in Tanzania.
Per molti anni il trattamento standard
della malaria è stato quello a base di clorochina, dimostratasi molto utile fra gli anni
Quaranta e Ottanta. Nel 1982 fu però riscontrato il primo caso di resistenza alla
clorochina e in molti stati da allora si sono usate combinazioni di altri farmaci contro
il male, come la pirimetamina e la sulfadoxina. Negli ultimi dieci anni i parassiti della
malaria sono diventati resistenti anche a queste, generando la necessità di sviluppare
nuove terapie. Il problema risiede, oltre che nella ricerca, anche nel trovare
un'industria farmaceutica che produca nuove sostanze a prezzi ragionevoli nei paesi
africani.
In Tanzania, i ricercatori hanno
sperimentato nuovi farmaci su 360 bambini di meno di cinque anni con il parassita Falciparum
malaria,che causa la forma più grave della malattia. Una prima somministrazione è
avvenuta con molecole tradizionali, in modo da selezionare i casi di resistenza. I
soggetti con ulteriori attacchi sono stati trattati con una dose aggiuntiva degli stessi
farmaci (efficace nel 39 per cento dei casi) o con di una combinazione di cloroproguanile
e dapsone. (risolutiva nel 93 per cento dei casi).
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